Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita ! E non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.
Luomo del nulla
angelo vitreo
non parla più con me
il castello della menzogna
reggia ovattata del bilico è vuota
rivoli di vento ci giocano intorno
colorati pupazzi testimoni del declino
sono gli assoluti padroni
e mi guardano ad ogni rientro
beffardi, come compiaciuti veggenti
La fine nel tuo ultimo sguardo
accompagna la mia veglia
non preoccuparti amore
fratello
assassino
so chi sei, conosco il tuo cuore
sarò sempre rifugio
comprensione
premurosa madre
perchè così è scritto
scherzi del fato?
non odio, ne rinnego i tempi del noi
va tutto al di là
ora so
la libertà tanto agoniata
l'unico modo per spezzare le purpuree catene
quiete
un lago d'inverno
(Gennaio 2006)