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                               IV PRODUZIONE

·         PRODUZIONE: applicazione del LAVORO e della TECNOLOGIA UMANI alle risorse naturali

·         ENERGIA: prodotto più importante della produzione, vita e cultura umane non possono esistere senza che la società si appropri dell’energia disponibile nell’ambiente e la trasformi

·         QUANTITA’ DI ENERGIA E METODO DI PRODUZIONE, DIPENDONO DA: TECNOLOGIA E POSSIBILITA’ DI SFRUTTAMENTO DELL’ HABITAT

·         METODO DI PRODUZIONE: Esercita una potente forza di costrizione sull’intero stile di vita di un popolo

·         ECOLOGIA UMANA O CULTURALE: studio di come le popolazioni umane e le loro attività, sono influenzate dalle caratteristiche organiche ed inorganiche dell’ambiente e di come esse, subiscono l’influenza dell’uomo e delle sue azioni

·         Evoluzione della produzione di energia

·         Primi ominidi: tutta l’energia utilizzata per la gestione della vita sociale, proviene dal cibo

·         HOMO ERECTUS: 500 000 – 1 milione di anni fa, scopre il fuoco

·         10 000 anni fa: gli animali vengono impiegati sotto forma di energia muscolare

·         10 000 anni fa.: Legno e carbone combustibile, per produrre vasellame

·         Con il sorgere dei primi stati si inizia ad usare l’energia eolica per le navi a vela e quella termica prodotta dalla combustione del legno per FONDERE E FORGIARE I METALLI

·         In Europa fino al medioevo, non si sfruttò estensivamente l’energia idrica

·         Ultimi 200 300 anni: combustibili fossili, carbone, petrolio e gas, hanno iniziato a dominare gli ecosistemi umani

·         PROGRESSIONE LOGICA DELLE FONTI DI ENERGIA: il controllo della forma più recente dipendeva da quello delle precedenti:

·         Sia nel vecchio che nel nuovo mondo, la successione delle invenzioni che hanno portato alla metallurgia, dipese dalla realizzazione prioritaria dei forni e fornaci a legna ad alta temperatura che servivano per la cottura delle ceramiche

·         Lo sviluppo di questa tecnica derivò dalla capacità appresa di controllare il fuoco di legna durante la cottura

·         L’esperienza metallurgica a basse temperature con il rame e lo stagno, ha quasi obbligatoriamente preceduto l’uso del ferro e dell’acciaio

·         Il controllo di questi metalli, è stato necessariamente antecedente allo sviluppo delle macchine estrattive che hanno reso possibile l’uso del carbone, petrolio e gas

·         Lo sfruttamento di questi combustibili fossili, ha prodotto la rivoluzione industriale: da cui deriva la tecnologia per l’attuale energia nucleare

·         Questi processi tecnologici hanno costantemente aumentato la quantità media di energia disponibile pro capite a partire dal paleolitico: ciò non significa che l’uomo abbia progressivamente aumentato la sua capacità di controllare la natura

 

MODI DI PRODURRE CIBO

·         CACCIA E RACCOLTA: per la maggior parte dell’umanità presente sulla terra nel Paleolitico, la produzione di cibo, era universalmente basata sulla caccia, pesca, conservazione e raccolta di piante selvatiche

·         Cacciatori raccoglitori: organizzati in piccoli gruppi, bande di 20 – 50 persone, che consistono in singole famiglie che si accampano insieme per periodi variabili, da pochi giorni a parecchi anni, prima di spostarsi verso altri luoghi di accampamento. La loro vita è del tutto diversa da quella del villaggio, essendo quest’ultima tipicamente associata con modi di produzione agricola. Quella delle bande è una vita essenzialmente migratoria, con rifugi temporanei e pochi averi

·         NEOLITICO (nuova età della pietra), 15 000 10 000anni fa, cambiano i modi di produzione

Le popolazioni agricole vivono in insediamenti più stabili di quelli dei cacciatori raccoglitori; la produzione di cibo basata sulla coltivazione di piante non più selvatiche e sull’allevamento di animali addomesticati, cominciò ad integrare o a sostituire la caccia e la raccolta.

Vi sono molti tipi di agricoltura, ognuna con le sue implicazioni ecologiche e culturali:

·         AGRICOLTURA PLUVIALE: si serve di precipitazioni naturali come fonte di umidità , bisogna risolvere il problema di reintegrare gli elementi nutritivi di cui il suolo è stato privato. Una  delle soluzioni più antiche, ancora oggi ampiamente praticate, è quella TAGLIA E BRUCIA, questo metodo richiede ampie estensioni di terreno da lasciare incolto in attesa che ricresca la vegetazione atta ad essere bruciata

·         AGRICOLTURA DI IRRIGAZIONE : dipende da dighe e canali costruiti artificialmente per portare l’acqua ai campi.

·         In questo tipo di agricoltura, la fertilità della terra è un problema minore, dato che l’acqua incanalata contiene spesso limo e sostanze nutrienti che vengono automaticamente sparse sui campi.

·         Varia molto nei modi e nelle dimensioni:

·         terrazze poste sulle pareti di valli montane – Filippine

·         altri sistemi di irrigazione si estendono su pianure alluvionali di grandi fiumi, come il Nilo e il Fiume Giallo

·         un altro tipo di irrigazione comporta la costruzione di argini

·         acquedotti sotterranei nel medio oriente

·         pozzi - India

·         AGRICOLTURA MISTA : soluzione del tutto diversa del problema di mantenere la fertilità del suolo, è quella di allevare animali e contemporaneamente alla coltivazione dei raccolti e di usare il letame come fertilizzante. Un tempo questo tipo di agricoltura, era tipico delle piccole famiglie di coltivatori europei americani , con l’avvento dell’epoca industriale, la fertilità del suolo si è trovata a dipendere principalmente dai fertilizzanti chimici , eliminando la necessità di allevare animali e coltivare raccolti nella stessa fattoria

 

INFLUENZA DELL’AMBIENTE

Ogni elemento della tecnologia, deve interagire con  i fattori presenti in un dato ambiente

Tecnologie simili, in ambienti diversi, possono portare a differenti rese energetiche

ESEMPI:

la produttività dell’agricoltura di irrigazione, cambia a seconda della disponibilità di terreno pianeggiante e della quantità di minerali nell’acqua

La produttività dell’agricoltura taglia e brucia, varierà in rapporto all’estensione di foresta disponibile da bruciare e alla velocità con cui quest’ultima è in grado di rigenerarsi

Per questo non è possibile parlare astrattamente di tecnologia, ma ci si deve sempre riferire all’interazione tra essa e le condizioni caratteristiche di un ambiente specifico

Anche negli ecosistemi industriali più avanzati, l’impoverimento e l’inquinamento, aggiungono costi inevitabili alla produzione e al consumo energetico

 

PORTATA AMBIENTALE: la tecnologia interagendo con l’ambiente ne definisce la portata, ovvero il limite massimo di produzione e quindi quello della densità demografica umana consentita senza impoverimenti e danneggiamenti permanenti

Fattori come:selvaggina, qualità del suolo, entità delle piogge, estensione delle foreste, determinano il limite massimo della quantità di energia che può essere estratta da un dato ambiente grazie ad una determinata tecnologia che la produce

A sua volta detto limite, comporta un numero definito di esseri umani in grado di vivere nell’ambiente in questione

Molte difficoltà, nella produzione di cibo, derivano dalla necessità di adattarsi a crisi ecologiche ricorrenti, benché rare; come siccità, inondazioni gelate uragani e malattie epidemiche di animali e piante

LEGGE DEL MINIMO DI LIEBIG: un principio fondamentale dell’analisi ecologica asserisce che gli organismi comunitari si adattano alle condizioni minime di sopravvivenza vitale del loro habitat piuttosto che a quelle medie.

La legge di liebig afferma che la crescita è limitata dalla disponibilità minima di un fattore essenziale, piuttosto che dall’abbondanza di tutti quelli necessari

Sono i VALORI ESTREMI E NON QUELLI MEDI A DEFINIRE LA PORTATA AMBIENTALE

SUPERAMENTO DELLA PORTATA AMBIENTALE: la produzione comincia a decrescere come risultato di un danno irreversibile apportato all’ambiente

PUNTO DI RIDUZIONE DELLA PRODUTTIVITA’:

I sistemi energetici, tendono ad arrestare la loro crescita prima di raggiungere questo punto, ovvero il punto in cui il rapporto tra energia in uscita ed energia in entrata, comincia a diminuire pur rimanendo costante la tecnologia

Di conseguenza si può avvertire l’esigenza di cambiare i propri ritmi e di realizzare innovazioni culturali molto prima di raggiungere il LIMITE DELLA PORTATA AMBIENTALE

 

ESPANSIONE – INTENSIFICAZIONE – MUTAMENTO TECNOLOGICO:

INTENSIFICAZIONE: Se la tecnologia si mantiene ad un livello costante, la produzione può essere accresciuta impiegando più gente o facendola lavorare più a lungo o più rapidamente

Se si verifica questo aumento di energia in ingresso senza estendere l’area in cui ha luogo la produzione di cibo, abbiamo una intensificazione

Se vie è una crescita proporzionale in tutta l’area interessata, in modo che l’energia in ingresso per ettaro o per km quadrato resta invariata, allora il sistema è in ESPANSIONE o in aumento, ma non viene intensificato

Poiché tutti i modi di produzione dipendono da risorse finite, l’espansione non può durare per sempre; prima o poi, un ulteriore incremento di produzione dovrà dipendere dall’intensificazione

Quest’ultima più o meno rapidamente, porterà al punto di riduzione della produttività, provocato dall’esaurimento di risorse naturali non rimpiazzabili, quindi, ad un calo di efficienza. Se l’intensificazione si mantiene costante, prima o poi, la produzione crollerà e scenderà a zero

Nell’ecologia umana, una reazione comune alla riduzione di produttività, è il mutamento tecnologico: l’evoluzione dalle forme agricole preindustriali a quelle industriali e petrolchimiche, può essere visto come una reazione all’esaurimento e alla riduzione del prodotto in rapporto all’unità di sforzo

SOTTOPRODUZIONE: La produzione di cibo presso le popolazioni preindustriali, spesso da solo un terzo di ciò che potrebbe fornire, se la piena resa della portata ambientale fosse sfruttata con i mezzi della tecnologia disponibile

 

ECOLOGIA DELLA CACCIA E DELLA RACCOLTA:

I Kung San, sono un popolo di cacciatori raccoglitori, che  vivono nel deserto del kalahari, al confine tra Botswana e Namibia, nell’Africa meridionale. Vivono di caccia e raccolta, coprono grandi distanze da un accampamento all’altro in cerca di acqua, selvaggina e piante selvatiche commestibili; costruiscono rifugi temporanei e posseggono pochissimi averi, pur essendo ben nutriti e vivendo piuttosto a lungo

La maggior parte degli uomini come avviene in tutte le comunità di cacciatori raccoglitori, si specializza nella caccia, mentre le donne si occuperanno della raccolta

Il numero di persone in un accampamento Kung, varia da 23 a 40

Durante un periodo di osservazione di quattro settimane, Richard Lee, ha calcolato che 20 adulti impiegano mediamente 2,4 giorni alla settimana, nella caccia e nella raccolta

Circa il 60% delle calorie consumate da un accampamento Kung, sono prodotte dalla raccolta effettuata dalle donne, esse si spostano in tutto il territorio percorrendo da 4 a 20 km al giorno, per un totale di quasi 2500 km all’anno

Dopo una marcia media ogni donna, riporta indietro un carico che va da 7 a 16 kg

In media gli uomini cacciano solo ogni 3 – 4 giorni, e catturano delle prede solo per un 23% circa del tempo impiegato in questa attività

Studi effettuati sui Kung ed altri gruppi di cacciatori raccoglitori, che sono sopravvissuti fino all’epoca moderna, hanno modificato la convinzione che il loro tipo di esistenza li condanni automaticamente a vivere miseramente alla giornata.

Infatti, tenendo conto della grande quantità di carne, e delle altri fonti di proteine presenti nella loro dieta, delle loro buone condizioni fisiche, e dell’abbondante tempo libero, i Kung hanno un alto tenore di vita

Il loro indice demografico è basso in rapporto alle risorse che sfruttano, nel loro territorio , vi è meno di di una persona ogni km e mezzo ed il loro sforzo produttivo, resta molto al di sotto della loro portata ambientale

 

 

 

 

 

TEORIA OTTIMALE DI APPROVVIGIONAMENTO:

Essa sostiene che cacciatori raccoglitori, prenderanno in considerazione solo quelle specie che forniscono il MASSIMO APPORTO CALORICO IN RELAZIONE AL TEMPO IMPIEGATO PER APPROVVIGIONARSI

E’ per questo motivo che i Kung San mangiano solo una ottantina delle 262 specie di animali che conoscono

La teoria ottimale di approvvigionamento asserisce che coloro che vanno in cerca di cibo continueranno ad aggiungere elementi alla loro dieta, solo fin quando ogni nuovo elemento aumenterà l’efficacia complessiva della loro attività di approvvigionamento

L’efficacia energetica svolge un ruolo fondamentale nella selezione delle specie di cui si cibano i cacciatori raccoglitori

I coltivatori che come i Maring Tsembaga della Nuova Guinea praticano il metodo del taglia e brucia, soddisfano le proprie necessità di calorie in modo molto più efficace dei Kung, ma hanno esaurito la selvaggina del loro habitat e devono contare su costosi animali domestici, per procurarsi le proteine e i grassi animali

Praticando l’agricoltura di irrigazione, la popolazione di Lut’s (Cina), produce una notevole eccedenza, presso di loro il rapporto tra energia in entrata e quella in uscita, confrontato alla fatica umana, è tre volte superiore a quello degli Tsembaga

La pastorizia, è un altro modo di produzione alimentare preindustriale, è praticata solo in zone inadatte all’agricoltura, poiché nutrire gli animali domestici con cibo vegetale, invece di consumare direttamente i raccolti si perde in media il 90% dell’energia presente negli stessi

Come previsto da Leslie Withe, quando le culture si sono evolute, c’è stato uno stabile aumento della quantità di energia sfruttata pro capite

E’ difficile valutare il rapporto tra l’energia in ingresso e quella in uscita nell’agricoltura industriale, poiché la quantità del lavoro indiretto speso nella produzione industriale, supera quella del lavoro diretto; ad esempio, attualmente grandi quantità di energia, sono usate unicamente per lavorare e confezionare alimenti

 

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